Aperitivo

30 GIORNI
Mensile di Attualità, Politica e Cultura

Diretto da Leo Casucci

 

     E’ sempre più diffusa l’usanza di servire come aperitivo un buon vino bianco, e questo mi sembra un fatto positivo per la qualificazione e la diffusione del vino.

   D’altra parte il vino si usa molto spesso nella preparazione di cocktails molto conosciuti e senza far torto ai cocktails, credo che il vino sia un eccellente aperitivo.   L’usanza del bianchino, fraintesa se solo pensiamo alla comune opinione della non convenienza del brindisi a stomaco vuoto.

   Molti si meravigliano, vedendo gli americani bere due o tre cocktails senza batter ciglio, basta pensare alle loro diverse abitudini alimentari rispetto alle nostre. La prima colazione yankee è molto abbondante, (noi a malapena un cappuccino e brioche), ed ecco a mezzogiorno il famoso stomaco vuoto. Allora per non andare subito in "barca" un bianco leggero, secco e leggermente aromatico, non solo non impensierisce lo stomaco, ma non apporta eccessive calorie. Com’è noto l’alcool va subito in circolo, quindi si "regge" meglio se assunto con moderazione e naturalmente accompagnato con qualche "stuzzichino".

   Prima della guerra le persone di ceto elevato andavano al bar per ordinare il "bianchino con l’oliva" e credo che non ci sia il pericolo di essere considerati dei bervitori, magari non raffinati se al bar chiediamo il vino, oppure lo offriamo agli ospiti in casa, siano pure di riguardo, sarà comunque una piacevole improvvisata. Importante, non un vino comune, per intenderci quello con il tappo a corona, ma un vino da bottiglia, che sia decisamente selezionato, proveniente da ottima vendemmia e ovviamente da buona zona.

Carlo Tanzini (1982-1985)

(ediz. Librex)

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