Divagazioni

30 GIORNI
Mensile di Attualità, Politica e Cultura

Diretto da Leo Casucci


Il vino è come l'uomo.. perché come l'uomo soffre, gioisce ed invecchia....


   Si, questa volta parliamo di vino, ma prima di tutto credo sia opportuno parlare un po’ della vite e dell’uva. Risaliamo alle origini fino dai tempi dei tempi e vediamo come le varie civiltà hanno introdotto attraverso il loro cammino nuove tecniche e nuove abitudini di consumo.

   La prima pianta apparsa sulla terra è stata senz’altro la vite. Gli uomini cominciarono a conoscere i grappoli, si accorsero che l’uva spremuta dava un succo molto gustoso, che dopo una misteriosa fermentazione il tutto si trasformava in una bevanda inebriante. Cosi si ottennero i primi vini. Un fenomeno evolutivo che ha coinvolto l’uomo, la pianta e la bevanda fino ai giorni nostri. E’ proprio il caso di dire: "La civiltà del Vino".

   La fedeltà al vino la possiamo trovare nel Nuovo e nell’Antico Testamento. In questo ultimo troviamo continuamente vite e vino, simboli di prosperità e libertà, forza e amore. Nella Genesi, riguardo a Noè coltivatore della terra, fece la vigna, ottenne il vino, lo bevve e si inebriò. Nel Cantico dei Cantici, si legge: "Il mio diletto è per me un grappolo di Cipro nelle vigne di Engaddi". Ma nel Nuovo Testamento, il vino tocca la più alta celebrazione e diventa elemento religioso: "Bevetene tutti perché questo è il mio sangue….. Io ve lo dico: non berrò più di questo succo della vite fino al giorno in cui lo berrò con voi, nuovo, nel Regno di mio Padre". (Matteo, 26, 26 – 29)

   Anche i Sùmeri hanno conosciuto il vino, gli Egiziani poi, lo offrivano agli Dei e lo distribuivano soltanto in occasioni religiose. Addirittura, lo importavano dalla Siria, dalla Palestina ed anche da Creta. L’Asia, madre dei popoli, vanta leggende molto antiche. Il libro di Veda è profumato dall’"AMRITA SOMA", delizioso ed inebriante liquore conteso dagli Dei e bramato dagli uomini. Nell’antichità il vino era considerato una rarità, pertanto l’uomo lo commerciava a prezzi molto alti. Nell’antica Grecia, la più rinomata per i vini fu senza dubbio la Tracia, ed Omero sottolinea quello di Maronea, che Ulisse adoperò per ubriacare Polifemo. Poi, ancora narra dell’infanzia di Dioniso, il quale per ricambiare l’aiuto avuto dagli uomini, insegna loro l’arte del vino.

   Il vino è vivente come l’uomo, perché come l’uomo soffre, gioisce ed invecchia………..

Carlo Tanzini (1982-1985)

(ediz. Librex)

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